Le origini dell’Eutopia – Parte uno

Le origini e i propositi dell’Associazione Eutopia sono stati espressi in altro luogo in questo sito. É di fondamentale importanza adesso scoprire l’origine semantica storico-filosofica del concetto di Utopia fino alla sua trasmutazione in Eutopia.

Da Utopia a Eutopia

Il termine Utopia, già in Thomas More che ne fu il coniatore², ha una duplice valenza semantica. Il primo significato è quello strettamente letterale di “nessun luogo”. Utopia, infatti, com’è universalmente noto, è parola di origine greca composta dalla negazione ou (non) e dal sostantivo topos (luogo). Essa traduce, sia pure in modo approssimativo, il latino nusquam. E invero Nusquama era il titolo dell’opera manoscritta inviata da More ad Erasmo affinché la leggesse prima di consegnarla allo stampatore³. Fu solo dunque pochissimo tempo prima che il suo scritto venisse dato alle stampe, ossia quando ormai esso era nelle mani dei suoi amici Erasmo e Giller, cui aveva demandato il compito di curarne l’edizione, che More decise di cambiare l’originario nome di Nusquama, ritenuto evidentemente poco significativo e scarsamente rispondente al contenuto dell’opera, con quello di Utopia. Probabilmente perché quest’ultima parola, oltre che essere foneticamente più dolce e quindi più poetica della latina Nusquama, evoca alcunché di esotico, fa pensare cioè a terre lontane, a qualcosa di straordinario, di meraviglioso.

La ragione che più delle altre influenzò More inducendolo a cambiare il nome alla sua opera, consiste in alcune sistine riprese da componimenti poetici corredati all’opera Utopia. In una sistina in particolare si spiega come Utopia poteva non solo emulare, ma addirittura superare la repubblica di Platone, in quanto ciò che questa delineava soltanto teoricamente, Utopia la realizza concretamente. Ed è per questo che essa deve essere chiamata, a ragione, E-utopia⁵.

Utopia, dunque, non è solo il “nessun luogo” (ou-topia), ma anche e soprattutto il “buon luogo”, il “luogo felice” (eu-topia).

² Nella sua famosa opera, pubblicata per la prima volta verso la fine del 1516, De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus, in The Complete Works of St. Thomas More (ed. E. Surtz, J. Hexter), IV, New Haven and London, 1965.

 ³ Cfr. la lettera di More ad Erasmo del 3 settembre 1516, in P.S. Allen – H.M. Allen – W. Garrod – B. Flower, Opus Epistolarum Desiderii Erasmi Roterodami, Oxford-London, 1906-1958, II, n. 461, p. 339. Anche la risposta di Erasmo a More nella lettera del 2 ottobre 1516, Ivi, II, n. 474, p. 354.

⁵ Utopia, p. 20: “Utopia priscis dicta, ob infrequentiam, / Nunc civitatis aemula Platonicae, / Fortasse victrix, (nam quod illa literis / Deliniavit, hoc ego una praestiti, / Viris et opibus, optimisque legibus) / Eutopia merito sum vocanda nomine”.

Le origini di Eutopia, Associazione Eutopia Milano

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